Amate le vostre Chiese

Nella foto Prima Pietra della costruzione della chiesa Gesù di Nazareth

Urfa-Charran, 27 aprile 2001

Carissimi, scrivo ogni volta da “Urfa-Charran”… il piccolo villaggio da dove partì Abramo… il luogo dove risuonò per la prima volta la Parola di Dio, il luogo della “partenza” per fede, il luogo dove questo vecchio a 75 anni cominciò a rinascere e a camminare… Prima di scrivere ho pregato, per poter dire quello che il Signore vuole che dica e qualcosa che sia utile a tutti secondo le necessità di ciascuno……

Dopo Pasqua abbiamo fatto un giro di 4 giorni verso l’est, incontrando piccole comunità cristiane sparse e visitando chiese (in piedi o diroccate). Dopo quello che abbiamo visto, anche a nome degli altri quattro vi dico: amate le vostre chiese. Amate la Chiesa. Amate i fratelli che il Signore vi mette vicino. Non disertate le riunioni, non spegnete la voce della preghiera, non chiudete il libro delle Parole sante, non fatevi stordire dagli inganni del mondo, non lasciatevi abbagliare da ciò che “luccica” ma non “illumina”. Non fate morire il cristianesimo, non riducetelo a osservanze e convenevoli, non addomesticate il vangelo, non uccidete la croce di Cristo e la sua povertà, non sostituite la sua umiltà e semplicità con l’accumulare e l’apparire, non bevete a fonti avvelenate abbandonando la Fonte di acqua viva, non offendete i nostri figli riempiendoli di cose e di mille attività e negando loro (o dandolo solo col contagocce) il Padre dei cieli, la Parola di Gesù, il cuore sapiente e materno della chiesa, il calore di una comunità cristiana viva. Gioite della fede, difendetela dall’appassimento, vivetela nella fiducia e nella lode anche quando i giorni sono bui («gettando in lui ogni vostra preoccupazione – come dice S. Pietro – perché egli ha cura di voi»). Fate fiorire la carità, amando chi non vi ama, facendo del bene a chi vi fa del male, condividendo con i poveri e i sofferenti sia i beni materiali che i beni spirituali, rianimando le famiglie con la presenza di Dio e l’amore reciproco. Siate fecondi nello spirito dando a vostra volta ciò che avete ricevuto («come il Padre ha mandato me così io mando voi… andate, predicate, annunciate, guarite, risuscitate, liberate gli indemoniati e i prigionieri, chinatevi sulle sofferenze… servite, amate, date la vita…») e, voi sposi, siate fecondi, se Dio vuole, anche nella carne. Abramo generò a 99 anni e divenne padre nella fede di tutti noi, soltanto per aver detto “si” a Dio. Dite “si” a Dio, anche quando vi invita sul monte a sacrificargli Isacco, anche quando vi guida per vie che non conoscete. Dio non delude: l’uomo si. Noi possiamo ingannare noi stessi, ingannare gli altri o essere ingannati: Dio no.

….Con affetto e con mille preghiere perché scendano su di voi le benedizioni di Abramo. 

don Andrea (da “Lettere dalla Turchia” n 7)

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