da_giovane_2Da quando è morto don Andrea mi è mancato un riferimento interiore importantissimo. E’ lui che ha segnato buona parte della mia infanzia e soprattutto ha sigillato con vero fuoco la mia conversione, nel novembre del 1996 in una intensa, prolungata e intima confessione che mi ha trasformato.
Nonostante il nostro rapporto non sia stato così stretto come con altri amici, posso dire che è stato particolarmente profondo e intimo. Anche nei momenti di lontananza dalla fede è stato per me un riferimento. Anche nei momenti di più grande distanza mi è stato vicino. Tante volte ho ritrovato nel mio carattere, espressioni e atteggiamenti che attribuisco anche a lui.
Sono contento di aver potuto godere della sua amicizia specialmente negli ultimi anni e di avergli potuto dire personalmente che per me è stato un secondo padre. Sono felice di poter essere andato a visitarlo in Turchia, all’inizio, quando era a Urfa: un’occasione avvenuta allora quasi per caso. Erano proprio i primi mesi in cui si trovava lì.
M.L.

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