Eucarestia

in Turchia

in Turchia

Nel pellegrinaggio del 1980-1981 in Terra Santa, due giorni dopo l’arrivo, il 5 settembre 1980, don Andrea annota sul suo diario una riflessione sull’Eucarestia:

“Betania mi ha fatto capire l’Eucarestia, perché l’Eucarestia è Gesù che entra nelle case di Betania, nella casa di Marta e Maria, nella casa di Simone il lebbroso. E’ Gesù che cammina per le stradine…. E’ Gesù che entra nella tomba di Lazzaro, va a cena da un ex-lebbroso o lebbroso tuttora, si lascia profumare e accarezzare da una donna, scambia due chiacchiere con i commensali, ride con uno, fa un discorso serio con un altro…. “Questo è il mio corpo”, che vuol dire: “Voi siete mio corpo, voi, proprio voi. I vostri corpi sono il mio, le vostre anime, le vostre case, i vostri figli, il vostro pane, i vostri vini, i vostri canti, le vostre lacrime”. Gesù prende il pane, prende l’uomo, prende la nostra stoffa, la nostra carne, la tiene in mano e dice lode e benedizione a Dio e afferma che è corpo suo. E dice: “Mangiatene, riaccostatevi a voi, perché non siete immondi, lontani, castigati, siete me, siete corpo mio, siete santità, vicinanza, benedizione, arca di Dio, alito di Dio e sua figura. Siate contenti, guardatevi e possedetevi con esultanza, non con paura, angoscia, scetticismo, nausea”. E lo “spezzò”: apre i nostri corpi, la nostra storia perché possiamo guardarci dentro … “Offerto in sacrificio”, “versato”: i nostri corpi sono colmi di un’offerta… Siamo offerte di lui a noi stessi, siamo memoria perenne del suo morire, offrirsi a noi, farsi noi, vivificare noi, trasfigurare noi. Siamo davvero il suo memoriale.

Ma guai a ignorare che è il Cristo che passa, che prende i nostri corpi e dice: “È il mio, prendetene tutti”. È lui che va guardato e profumato, altrimenti i poveri rimangono poveri, i poveri sono tra noi, ma noi non possiamo offrirgli abbastanza.

L’Eucarestia si celebra così, si celebra a casa del lebbroso, a mensa con Marta e Maria, faccia a faccia con una donna che ti profuma e ti sfiora, tra le mura di mattoni, sotto il sole, facendo corpo con la gente. Questo deve essere l’Eucarestia del prete: altare, chiesa, calice, tovaglia, rito della celebrazione: o ci spingono a questo, conducono a questo, sono cariche di questo, o sono cose morte.

O Dio, fammi ministro di questa Eucarestia”.

(don Andrea, dal Diario di Terra Santa 5/09/1980)

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *