Lettere dalla TurchiaCi sono ore tremende, in cui ti sembra di perdere tutto, in cui Dio stesso ti toglie tutto.[…] Il segreto di Abramo fu il dolore offerto per amore e la prova vissuta con fiducia, obbedienza e abbandono totale. Il segreto di Abramo fu il distacco totale per non fare neanche di suo figlio un idolo e per confessare che solo DIO È L’UNICO.

[…] Non è forse l’attaccamento alle cose, alla terra, ai nostri idoli, a noi stessi, ai nostri amori e interessi, la fonte di ogni guerra, odio e divisione? Non è forse il perdere tutto che ci fa guadagnare tutto e non è forse la volontà ostinata di possedere tutto che ci fa perdere tutto e ci porta alla distruzione?   Auguro a me e a voi, oggi, festa del nostro padre Abramo, di confessare con la vita che amare Dio vale più di ogni cosa . E che amare il prossimo è possibile solo facendo di Dio il nostro tesoro e rigettando qualunque altro tesoro, fosse anche un figlio “adorato” come un idolo. Quando il cuore è puro da ogni attaccamento allora l’amore sgorga puro da esso. Quando avremo “rinnegato” noi stessi allora potremo vedere gli altri e amarli come noi stessi. Quando avremo lasciato tutto per amore suo, diceva Gesù, allora avremo il centuplo quaggiù, la vita eterna nell’aldilà, insieme a prove e persecuzioni.

È la promessa di Gesù a Pietro che gli diceva: noi che abbiamo lasciato tutto che avremo? È la nostra stessa domanda, perché ci preme giustamente la felicità, la vita, il possesso della gioia, l’abbondanza piena di ogni bene e di ogni ricchezza. Ma la via qual è? Abramo ci indica la direzione.

(Lettere dalla Turchia, 9 ottobre 2002).

 

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