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Crediamo che l’eredità più forte
che don Andrea ci abbia lasciato sia proprio questa:
non lasciare mai che la tentazione
di sospendere il dialogo
abbia il sopravvento
e quando lo spazio dell' umano sembra esser finito,
è il momento dello spazio dove opera il Signore.
Questa è l' essenza della nostra fede,
questo è ciò per cui il seme muore,
perché fiorisca dalle due diversità il nuovo,
che è già e non è ancora.
E.47
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