LA FAVOLA

Non inseguire le favole

lasciale ai bimbi.

Non puoi più sognare,

le vie son tracciate.

Le stagioni conosci a memoria

sono quattro e di più non sperare.

 

Conosco un uomo che forse conosci anche tu;

credette a una favola bella che in giro andava a narrare.

Chi è pazzo mi segua,

chi è pronto a pagare,

chi è disposto a tagliare gli ormeggi,

chi cerca il sapore di un’altra stagione.

 

Certi bimbi dal capo già bianco,

altri bimbi dall’animo casto,

e tanti tanti ancora si misero insieme,

con ciechi zoppi e straccioni:

nudo e leggero avevano il corpo,

una vela mansueta per quel vento di fiaba.

 

Le favole fredde di bacche appassite

cominciano tutte “c’era una volta”.

La favola nuova che quell’uomo cantava,

dice “domani” anzi “già adesso”.

(don Andrea – agosto 1975)

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