Famiglia luce del mondo

Celebrazione di un 50° di matrimonio in casa

Celebrazione di un 50° di matrimonio in casa

Famiglia Luce del mondo (1° parte)

Il testo “Famiglia luce del mondo” fu scritto da Andrea quando era parroco nella parrocchia Gesù di Nazaret per i “gruppi delle famiglie” costituitesi nella Comunità.

“E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tut­te le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra “. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona. (Gen. 1,26-31).

La coppia come IMMAGINE di Dio.
Immagine di Dio nell’amore,
immagine di Dio nell’unità,
immagine di Dio nella capacità ordinatrice dell’universo,
immagine di Dio nella capacità procreatrice di donare la vita.

Come la luce del sole si riflette in uno specchio, così 1’immagine di Dio si riflette nell’uomo, in un uomo concreto che si fa coppia e famiglia. Quanto più lo specchio è terso tanto più l’immagine è nitida. Se lo specchio è opaco, l’immagine è presente ugualmente ma non si vede.

“Dio vide quanto aveva fatto ed ecco era cosa molto buona”.
E’ cosa buona essere coppia. E’ cosa buona essere famiglia.
E’ importante che, come agli inizi, anche oggi ci convinciamo
che, nonostante tutto, è cosa buona.
E’ altrettanto importante che “si veda” che è cosa buona, allo sguardo di Dio e allo sguardo degli uomini.
La luce, dice il seguito della Genesi, si è oscurata: ci sono disarmonie, attriti, dissesti, dolori e sofferenze di ogni genere. Anche in essi è possibile essere luce: nel modo di affron­tarli, nel modo di portarne il peso, nel modo di redimerli e di farne uno strumento di redenzione.

“Il Signore disse ad Osea: “Va’, ama una donna che è amata da un altro ed è adultera, come il Signore ama gli Israeliti ed essi si rivolgono ad altri dei” (Osea 3,1).

Cosa vuoi dire essere luce del Signore quando il peccato entra nella coppia? Non è l’assenza del peccato che ci fa luce del mondo ma il modo di affrontare il peccato (sia della coppia che dei figli) a immagine di come Dio affronta il nostro peccato.

“Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Figlio dell’uomo, ecco io ti tolgo all’improvviso colei che è la delizia dei tuoi occhi: ma tu non fare il lamento, non piangere, non versare una lacrima. Sospira in silenzio e non fare il lutto dei morti. . .Sarai un segno per gli Israeliti. ..” (Ezechiele 24,15.36).

La vedovanza: II buio più grande in una famiglia. Eppure anche
in esso il Signore ci chiama ad essere luce del mondo, ad essere
un “segno” di lui tra gli uomini, un messaggio, un richiamo, un’indicazione di qualcosa di altissimo, nascosto proprio nella vedovanza. Cosa?

“Mi fu rivolta questa parola del Signore: “Non prendere moglie, non aver figli né figlie in questo luogo, perché il Signore dice…” (Gere­mia 16,1-13)-

Anche nel non formarsi una famiglia il Signore ci chiama a essere messaggio di lui, suo segno e sua luce. Quale luce Dio vuole nascondere in tutto ciò?

“Voi mariti amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la chiesa”
voi mogli state sottomesse ai mariti come la chiesa è sottomessa a
Cristo…
Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa”
(Efesini 5,25/5,24/5,32 e tutto il brano).

Essere luce del mondo significa per il marito incarnare Cristo, il Cristo concreto dei vangeli.
Essere luce del mondo significa per la moglie incarnare la chiesa, la chiesa concreta degli apostoli e dei santi, la chiesa concreta che risplende nella santità di Maria, personificazione della chiesa.
Nel matrimonio di due credenti Cristo rende presente il suo matrimonio con noi e ci chiede di rifletterlo nel mondo.
E’ un “mistero grande” dice Paolo. Le polemiche sulla superiorità dell’uomo o della donna sono cose schiocche. C’è ben altro.

(2° parte: Il matrimonio sacramento)

 

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